Carlo Bernardini

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Vive e lavora a Milano; insegna Installazioni Multimediali presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel 1997 ha pubblicato il saggio teorico sulla “Divisione dell’unità visiva” edito da Stampa Alternativa. Ha vinto per 3 volte nel 2000, nel 2005 e nel 2010 il premio “Overseas Grantee” della Pollock Krasner Foundation di New York, e nel 2002 il premio Targetti Art Light Collection “White Sculpture”. Opera con la fibra ottica dal 1996. E’ ormai costante la sua presenza nelle mostre di settore e nei festival internazionali dedicati alla light art ed ai linguaggi sperimentali multimediali. L’attenzione di Carlo Bernardini è rivolta al rapporto dialettico tra la linea e il monocromo, quali momenti diversificati della concezione raffigurativa spazio-luce. Il meticoloso percorso di astrazione è una graduale ricerca sull’elemento della linea per conquistarne l’essenza, quasi un voler tracciare l’invisibile. La sua ricerca visiva s’incentra oggi sul concetto di trasformazione percettiva dello spazio attraverso opere tese fra dimensione scultorea ed installativa. Le installazioni ambientali, realizzate con fibre ottiche e superfici elettro-luminescenti creano uno spazio di luce architettonico mentale, incorporeo ma visibile, che cambia totalmente la funzione e la struttura dell’ambiente reale. La luce crea un disegno nello spazio, un disegno che cambia secondo i punti di vista e secondo gli spostamenti dello spettatore, che si trova a vivere dentro l’opera.

http://www.carlobernardini.it/

Carlo Bernardini nasce a Viterbo nel 1966; esordisce nei primi anni ‘90 con una pittura astratta la cui attenzione è rivolta al confronto dialettico tra la linea e il monocromo, affrontando fin da subito il tema concettuale e raffigurativo del rapporto spazio-luce. Questa ricerca lo porta nel 1996 a presentare al Palazzo delle Esposizioni di Roma per la XII Quadriennale dei lavori su tavola di grandi dimensioni con interventi di pigmenti e fosforo che, attraverso l’esposizione alla luce di Wood, generano due distinte e autonome condizioni visive: la prima in luce reale, la seconda al buio come una sorta di negativo fotografico della prima.

Nella prima metà degli anni ‘90 il suo lavoro giunge ad affrontare la terza dimensione, dapprima facendo fuoriuscire dalle superfici di tela o tavola dei tubi d’acciaio che proiettano ombre reali, poi progettando e realizzando a partire dal 1996 installazioni in fibre ottiche e sculture-installazioni in acciaio inox e fibre ottiche, superfici OLF (Optical lighting film) e superfici elettro-luminescenti, che lo spettatore percepisce in modo diverso, e con forma diversa, a seconda del variare della sua posizione nello spazio.

Nel 1997 pubblica il saggio teorico sulla Divisione dell’unità Visiva, dove affronta, appunto, la relatività delle percezioni e sensazioni nei confronti dell’opera. Al 1999 risale la prima mostra personale alla Galleria Spaziotemporaneo di Milano, città nella quale si trasferirà a vivere e insegnare dopo una lunga permanenza nella capitale.

È proprio la sperimentazione di un mezzo espressivo nuovo come la fibra ottica che lo spinge ad interagire con le architetture e gli spazi esterni, giungendo così a trasformare l’ambiente da contenitore dell’opera ad opera stessa, concependo l’installazione come uno spazio permeabile dove lo spettatore entra, vivendo una nuova dimensione ridisegnata dalle linee di luce.

Dalla fine degli anni ’90 gli vengono commissionate le prime installazioni ambientali in grandi spazi esterni; tra gli interventi di maggiore rilievo in luoghi pubblici và menzionata l’installazione alla Galleria Nazionale della Pilotta a Parma (1998), l’intervento ambientale a Reggio Emilia nella spettacolare cornice cinquecentesca dei Chiostri di San Domenico (1999) e la grande installazione a Padova realizzata su via Fiume al Palazzo della Ragione (2000).

Nel 2002 viene invitato alla XX Triennale di Milano e a Sculpture Space, Utica (New York); l’anno seguente alla XIV Quadriennale al Palazzo Reale a Napoli. Sempre nel 2002 vince il premio Targetti Art Light Collection White Sculpture e per ben 2 volte (nel 2000 e nel 2005) il premio Overseas Grantee della Pollock Krasner Foundation di New York.

Proprio i numerosi soggiorni newyorkesi di questi anni sono determinanti nella concezione delle nuove sculture in cui la linearità, la tensione, e la spinta verso l’alto risentono del fascino dell’architettura razionale, verticale, luminosa e specchiante dello skyline della metropoli. Nel 2004 progetta La Quarta Direzione dello Spazio, un’ipotesi visiva sperimentale in cui all’interno dell’installazione in fibra ottica si attivano al passaggio dei visitatori dei video interattivi di luce astratta in movimento, mirando a creare una sovrapposizione simultanea della percezione dinamica sulla percezione statica. La realizzazione definitiva del progetto a cui prende parte con i video la film-maker brasiliana M.Sobral avverrà poi quattro anni più tardi presso la Galleria Bruna Soletti di Milano.

L’anno seguente viene invitato all’ Accademia Nazionale di San Luca dove presenterà una sculto-installazione in acciaio e fibre ottiche. Tra le esposizioni internazionali di maggior prestigio di questi anni vanno citate la mostra del 2002 alla National Gallery of Contemporary Art di Bangkok, la grande mostra del 2004 al Museo Paço Imperial di Rio De Janeiro e la presentazione nel 2007 dell’installazione Event Orizont allo Swing Space di New York.

Del 2008 è il progetto Light Waves, opera permanente installata nell’ingresso dell’aeroporto di Brindisi in cui Bernardini attraverso l’interazione tra le sue sculture prismatiche di luce e un’installazione audiovisiva, genera una pulsione impalpabile dello spazio totale modificando la percezione del luogo. Nello stesso anno presenta un gigantesco intervento ambientale nell’Umbracle della Ciudad de las Artes y las Ciencias di Valencia ponendo in dialogo le sue geometrie di luce con la celebre opera architettonica di Santiago Calatrava. Contemporaneamente progetta per il Museo La Nau dell’Università di Valencia un’installazione che si estende in altezza su tre piani degli spazi espositivi, creando un disegno che cambia secondo i punti di vista e secondo gli spostamenti dello spettatore, che si trova così a vivere fuori e dentro l’opera. Un ulteriore sviluppo sperimentale del linguaggio si riscontra nelle Interrelazioni nello Spazio al Castello di Rivara, in cui un’unica installazione in fibre ottiche eludendo la fisicità delle pareti ingloba al suo interno gli ambienti, passando da parte a parte senza soluzione di continuità. Ancora del 2008 è la sua mostra personale al Museo di Lissone, dove presenta oltre ad uno spettacolare intervento nelle sale del museo, un’imponente installazione aerea in esterno.

Il 2009 è un anno molto impegnativo sotto il punto di vista espositivo: in occasione di Art First 2009 presenta a Bologna Codice Spaziale, un imponente installazione aerea che sovrasta la centralissima Piazza S. Stefano, viene invitato a New York per il D.U.M.B.O. Art Festival e realizza una grande scultura ambientale per il progetto Twister al MAM – Museo Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti (MN) ed un’installazione alla GAM di Gallarate. Lo stesso anno viene invitato da Bruno Corà alla mostra Corpo, automi, robot al Museo d’arte di Lugano e presenta un ambizioso progetto a Milano a Palazzo Litta, dove le fibre ottiche partendo dalla facciata del palazzo seicentesco si insinuano sino alle sue sale interne attraversando pavimenti e pareti, inglobando e ridisegnando gli spazi architettonici. Sempre del 2009 sono le sue ultime tre mostre personali: alla galleria torinese Velan nella quale presenta l’installazione Codice Progressivo dello Spazio, a Milano da Grossetti Arte Contemporanea dove la fibra ottica attraversa e oltrepassa le pareti della galleria e infine alla Delloro Arte Contemporanea di Roma dove progetta un’installazione che partendo dai palazzi prospicenti alla galleria penetra e si sviluppa all’interno degli spazi espositivi.

Nel 2010 ha realizzato un’opera permanente per il Musma a Matera; sempre del 2010 sono le grandi installazioni al NIMk di Amsterdam, alla Spuiplein a The Hague – L’Aia, al CityQuartier DomAquarée, di Berlino per l’ArtLight Berlin, e a Milano, dove realizza Campo organico di luce, per la mostra sulla Scultura italiana del XXI secolo alla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Lo scorso Novembre 2010 partecipa all’edizione di Luci d’Artista di Torino con l’opera Cristallizzazione Sospesa allestita nel cortile del seicentesco Palazzo Bertalazone.

Del 2011 è la mostra personale alla Delloro Arte Contemporanea di Berlino con l’installazione ambientale Vacuum, e la partecipazione a Londra con installazioni di grandi dimensioni a The Arc Show presso il Business Design Centre ed alla Kinetica Art Fair presso Ambika P3 alla University of Westminister.

Nello stesso anno realizza l’installazione Disegno del Vuoto presso la Bocconi Art Gallery, nell’Università Bocconi di Milano, ed a Roma i due grandi interventi ambientali La Rivincita dell’Angolo al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea, e La Luce oltre la Materia nella Chiesa di Santa Maria in Montesanto. Nel 2012 Bernardini è invitato presso il FAD festival de arte digital, alla Funarte fundação de arte di Belo Horizonte, ed al Meet in town, all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Carlo Bernardini vive e lavora a Milano; insegna Installazioni Multimediali presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

By Valentina Pinto

bernardini

Carlo Bernardini obtained his diploma at the Fine Arts Academy in Rome in 1987. In 1997 he wrote the theoretical essay on “The division of visual unity”, which was published by Stampa Alternativa. In 2000, 2005 and 2010 he received a grant “Overseas Grantee” from the Pollock – Krasner Foundation of New York, and in 2002 the prize Targetti Art Light Collection “White Sculpture”. He works with optic fiber since 1996; he has created and installed permanent public sculptures in stainless steel and optic fibers in various Italian cities, and in 1996 and 2003 he has installed site specific works at the XII and XV Quadriennial National of Rome. He has created environmental public installations in optic fibers in various international cities, Amsterdam, Berlin, Rio De Janeiro, New York, Valencia, The Hague – L’Aia. In 2010 Bernardini is invited to the XIII edizione of “Luci d’Artista” (Artist’s Lights), in Turin.
Carlo Bernardini is devoted to the dialectic relation between lines and monochrome, representing different moments of the figurative conception of space and light. The painstaking path of abstraction, far from being a sole intellectual strategy, is a gradual research of the line element in order to conquer its essence, as if to trace the invisible.
His visual research is currently developed by means of environmental installations in optic fibers.
He currently teaches at the Fine Arts Academy of “Brera” in Milan. He lives and works both in Rome and Milan.

http://www.carlobernardini.it/

Carlo Bernardini was born in Viterbo in 1966. He started out his career in the early 90s with an abstract painting that concentrated on the dialectical relationship between line and monochrome, diversified moments of representative conception of space-light.
The light, however, will be identified later with the luminescence of phosphor, through lines and veilings, creating layers of white colour, visible in two distinct and autonomous visual conditions.

The first one is the vision in the real light, while the second corresponds to the vision in the dark, almost like a photo negative of the first one.
During the first half of the 90s, Bernardini starts dealing with the third dimension in his works. At first he has steel pipes come out of canvas or a board that cast real shadows; then, since 1996 he has been planning and working on big optical fibre installations, stainless steel and optical fibre sculptures-installations, OLF (Optical lighting film) surfaces and electro-luminescent surfaces that the viewers perceive in a different way and in a different form, depending on where their position in the space is.

This research carries Bernardini to presenting his works in 1996 at the Palazzo delle Esposizioni in Rome for the XIIth Quadriennale; the works carried out on a more than five-metre board, where he intervenes with pigments and phosphor, creating visual duplicity and making use of Wood light.
The use of optical fibre as a new medium, during the latter half of the 90s, leads Bernardini to conceive the possibility of designing space through darkness, using this really thin light line and transforming the environment into artwork itself.

In 1997 he writes Divisione dell’unità Visiva, a theoretical essay published by Stampa Alternativa.
In the 1990s Bernardini works in Rome and has his first personal exhibit in 1999 in Spaziotemporaneo in Milan, the city where he later moves. In the late 90s the first environmental installations in big outside spaces were commissioned to the artist; among the most important ones are the installation at the Galleria Nazionale della Pilotta in Parma (1998), the environmental project in Reggio Emilia in the spectacular sixteenth-century location of the Chiostri di San Domenico (1999) and the great installation in Padova, realized in via Fiume, at the Palazzo della Ragione (2000). In 2002 Bernardini is invited to the XXth Triennale in Milan and to Sculpture Space, Utica (New York); the year after that to the XIVth Quadriennale at the Palazzo Reale in Naples.
He is a two time winner of the Overseas Grantee award of the Pollock Krasner Foundation in New York receiving grants in 2000, 2005 and in 2010, and in 2002 wins the Targetti Art Light Collection White Sculpture award.

In 2004, with the Brasilian film-maker M.Sobral, he presents at the Bruna Soletti Gallery La Quarta Direzione dello Spazio, a visual experimental hypothesis where inside of the optical fibre installation, interactive videos of abstract light in movement are activated in the passageway of the viewers aiming at the creation of simultaneous overlapping of dynamic perception over the static one.

In 2005 he is invited to present an environmental installation at the Accademia Nazionale di San Luca in Rome.
Given the aspects of the evolution of vertical forms in his works, the choice of materials and the technical development, in 2000 he starts travelling to New York whose appealing, rational, vertical and luminous architecture, with its reflections of the urban skyline, is crucial to the conception of new sculptures, where the linearity underlines the movement and the upward push creates luminous geometry in empty space.

Among his most important international exhibitions it is worth mentioning the great exhibition in 2004 at Museo Paço Imperial in Rio De Janeiro and in 2007 the presentation of the installation Event Horizon at the Swing Space in New York.
The project Light Waves is realized in 2008, a permanently installed artwork at the entrance to the Brindisi airport, where Bernardini generates an impalpable sense of total space, modifying the perception of place through the use of the interaction between his prismoid light sculptures and the audiovisual installation.

In the same year he also presents a gigantic environmental installation in the Umbracle of the Ciudad De Las Artes y de Las Ciencias in Valencia, placing his light geometries inside a dialogue with the renowned architectural work of Santiago Calatrava. At the same time, he projects an installation for the La Nau Museum of Valencia University that extends in height over three floors of the exhibition room, creating a drawing that changes according to the points of view and the movements of viewers who find themselves both inside and outside the artwork.
A further experimental development of the language can be seen in Interrelazioni nello Spazio at Rivara Castle, where the only optical fibre installation eluding the physicalness of the walls, englobes at its inside three rooms and a corridor, passing from one side to another without continuity.

Again in 2008, his personal exhibition at Museo di Lissone takes place, where he presents not only a spectacular intervention in the Museum rooms, but also an impressive aerial installation outside the Museum. Likewise, in the beginning of 2009 he presents Codice Spaziale in Piazza S.Stefano in Bologna, for Art First at the Bologna Fair.

In 2009 Bernardini takes part in D.U.M.B.O. Festival in New York, presenting his installation and in Twister project for the Lombardy Museums’ network.
He completes a great environmental sculpture for MAM – Museo Arte Moderna e Contemporanea in Gazoldo degli Ippoliti (MN) and an installation at GAM in Gallarate, where he makes the optical fibre run through the Museum space, combining the upper and lower floors.
The same year he finalizes a great optical fibre prism and OLF film entitled Fantasma di Duchamp, for an exhibition at Museo d’Arte Villa Ciani in Lugano, Switzerland.
His three most recent solo exhibitions are: the project Codice Progressivo dello Spazio at the Velan gallery in Turin, in Milan at Grossetti Arte Contemporanea, where the optical fibre crosses and goes beyond the gallery walls and at Delloro Contemporary Art in Rome, where he completes an installation, that starting from overlooking buildings, penetrates and develops at the inside of the exhibition rooms.

In 2010 Bernardini is invited to the XIII edizione of “Luci d’Artista” (Artist’s Lights), in Turin, and to the NIMk – Netherlands Media Art Institute, Sonic Acts, The poetics of space, in Amsterdam.
The same year he finalizes a great installation Crystallization Suspended, to the Artlight Domaquarèe, Redefining Centre, CityQuartier DomAquarée, in Berlin, and Space interrelations, to the Theater a/h Spui, Spuiplein, Todaysart, in The Hague – L’Aia.

In 2011 Bernardini takes part in Kinetica Art Fair Prewiew, to The Arc Show, Business Design Centre, in London, and to the Kinetica Art Fair, Ambika P3, University of Westminister in London. At the same time, he projects Vacuum an environmental installation at the Delloro Arte Contemporanea in Berlin and an installation Drawing of the Vacuum, at Bocconi Art Gallery, to the Bocconi University in Milan.

In Rome he completes the great environmental installations, The Corner’ s Revenge, at MACRO – Museo d’Arte Contemporanea, and La Luce oltre la Materia at the Church of Santa Maria in Montesanto.

In 2012 Bernardini is invited to the FAD festival de arte digital, to the Funarte fundação de arte in Belo Horizonte, and to the Meet in town, Auditorium Parco della Musica, Rome.

Carlo Bernardini lives and works in Milan; he teaches Multimedia Installations at the Accademia di Belle Arti di Brera in Milan.

By Valentina Pinto

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