Frontier – La linea dello stile @ Bologna 2012

Al via i cantieri del progetto Frontier: è cominciato martedì 19 giugno con gli artisti Does, Honet e M-City, che dipingeranno opere di dimensione monumentale sui muri della città. Data e luogo segreti per il famoso writer americano Phase II.

Dal 19 giugno a inizio agosto Bologna ospita gli artisti coinvolti nel progetto Frontier – la linea dello stile, curato da Fabiola Naldi e Claudio Musso, coordinato e sostenuto dal Comune di Bologna. Tredici muri per tredici artisti che, dagli anni ‘70 a oggi, hanno contribuito a dare vita con i loro differenti stili a due movimenti artistici fra i più importanti nel panorama dell’arte e della cultura urbana contemporanea, il Writing e la Street Art. Gli artisti lavoreranno tra giugno e agosto nei vari quartieri della città, a stretto contatto con i residenti delle case i cui muri sono stati scelti dai curatori del progetto come “tele” ideali per opere di ampie dimensioni e dal forte impatto visivo. I cantieri saranno aperti al pubblico, che potrà seguire la realizzazione delle opere passo per passo: un’occasione unica per vedere quali tecniche utilizzano gli artisti per creare e dare forma alle loro creazioni site specific.

FRONTIER è un progetto curatoriale che intende mostrare quanto la disciplina del Writing e il panorama della Street Art siano stati e continuino ad essere importanti e pionieristici per lo sviluppo della scena artistica internazionale, sottolineando il ruolo di Bologna come centro di produzione e di riflessione.
Nel 1984 proprio a Bologna si tenne, presso l’allora Galleria Civica d’Arte Moderna, la mostra Arte di frontiera. New York Graffiti alla quale parteciparono i protagonisti della Old School of New York tra cui Kenny Scharf, Keith Haring, Crash, John Ahearn, A One, Toxic, Jean-Michel Basquiat. Arte di frontiera è il punto di partenza del progetto FRONTIER, è il collegamento storico/critico. Un viaggio al contrario, la possibilità di ricordare quel momento come pretesto perfetto per creare una nuova frontiera culturale utile a ripercorrere i passaggi stilistici dei padri fondatori per poi giungere a ciò che la nostra attualità sta producendo.
FRONTIER ha l’ambizione di produrre un momento di visione e analisi sulla ricerca di un gruppo artisti internazionali rappresentativi dell’evoluzione degli stili. Un’occasione che crea la possibilità di intervenire direttamente sul panorama urbano.

FRONTIER aims to be an important opportunity to show and underline how much the art of Writing and of Street Art have been so prominent and pioneering for the development of the contemporary international art scene, taking Bologna as an historical centre of production and observation.
In 1984 the Museum of Modern Art in Bologna was held an exhibition titled Arte di frontiera. New York Graffiti with the partipation of a lot of artists form the Old School of New York, including Kenny Scharf, Keith Haring, Crash, John Ahearn, A One, Toxic, Jean-Michel Basquiat.
Arte di frontiera could be considered as the starting point of the project FRONTIER, an historical and critical link. A backwards trip, a possibility to remember that period as the perfect example, and to create a new cultural frontier helpful in recalling the stylistic steps of the founders and so arriving to what our times are producing. FRONTIER has the ambition to produce a moment of observation, research and analysis on a group of international artists representing the evolution of styles. An opportunity that creates the possibility to intervene directly on the urban landscape.

> 19-25 giugno: Does, Honet, M-City

Does, artista olandese simbolo dell’attuale estensione del Writing, fa della contaminazione stilistica un tratto rappresentativo, con influenze che vanno dal fumetto alla videogame culture.
Cantiere in via Michele Colonna.

Honet, noto artista parigino autore di numerose opere murali in tutto il mondo, ha collaborato con Lacoste, Prada, Louis Vuitton, Ateliers Ruby). A lui va il merito di avere sempre ragionato nei termini paritetici di iconografia e di opera site specific, tanto da potere legittimamente parlare di arte pubblica a tutti gli effetti.
Cantiere in via del Lavoro 18

M-City, artista polacco il cui tratto distintivo si trova nell’utilizzo dello stencil su ampie superfici murarie. Il suo immaginario è fortemente influenzato dai simboli delle metropoli contemporanee: grandi complessi industriali si fondono all’iconografia del trasporto (treni, locomotive, navi), in un gioco di pieni e vuoti acuito dalla rappresentazione bidimensionale o assonometrica.
Cantiere in via Scipione dal Ferro 21

> 25-30 giugno: Hitnes, Etnik

Hitnes, artista italiano, sviluppa i suoi temi e al sua metodologia pittorica attraverso il ritorno ad una figurazione naturalistica.
Cantiere in via Pier de’ Crescenzi 22

Etnik, italiano, utilizza l’architettura come forma simbolica; nelle sue produzioni gli agglomerati urbani vengono scomposti e rimontati sovrapponendo punti di vista opposti. Le Città prospettiche sono uno dei suoi soggetti prediletti.
Cantiere in via del Lavoro 3

> 2-8 luglio, Dado, Eron, Joys

In Dado, bolognese, gli stili si mescolano tra loro, si fondono con elementi e caratteristiche tipiche della cultura mediterranea, sia in termini architettonici che pittorici, dando luogo ad una nuova frontiera del Writing che sconfina nella scultura, nel design, nell’installazione.
Cantiere in via San Donato 52

Eron, riminese, basa il suo stile su una figurazione realistica ottenuta attraverso l’utilizzo di straordinarie sfumature. Il controllo del segno contraddistingue il suo operato, rendendolo un’eccellenza.
Cantiere in via Michele Colonna

Joys, padovano, lega la sua ricerca ad uno studio quasi maniacale della geometria. Nei suoi lavori c’è una costante ricerca della tridimensionalità ottenuta attraverso l’utilizzo di forme rigorose, di un perfetto controllo di luci e ombre.
Cantiere in via Marco Polo 21

> 9-15 luglio, Cuoghi Corsello, Rusty

Cuoghi Corsello, artisti bolognesi riconosciuti a livello internazionale, sono stati precursori del Writing e della Street Art italiana, di cui hanno rappresentato fin dagli esordi un esempio solitario ed imitatissimo. La loro vicenda d’artisti è un vero e proprio paradigma esistenziale per l’intera scena underground italiana. Le loro opere sono popolate di personaggi di una saga poetica personalissima, dal forte contenuto magico e spirituale.
Cantiere in via Pier de’ Crescenzi 30

Rusty, tra i primi writer bolognesi, attraverso la sua produzione ha partecipato alla diffusione del Writing in città, importando gli stili di provenienza americana e nordeuropea e imponendo uno stile personale e riconoscibile.
Cantiere in via Marco Polo 21

> 10-16 luglio, Daim

Artista tedesco, ha importato in Europa i codici del Writing, alimentando e sofisticando la tecnica e gli stili fino all’elaborazione di una maniera che oggi è tra le più apprezzate.
Cantiere in via Fioravanti 10

> 30 luglio-5 agosto, Andreco

Artista di origine romana, recupera un disegno essenziale utilizzando un crogiolo di riferimenti alla simbologia ritualistica.
Cantiere in via dello Scalo 32

Data e luogo segreti per Phase II, artista statunitense attivo a New York fin dagli anni Settanta: considerato uno dei fondatori del Writing, è noto per avere sviluppato il cosiddetto Bubble style, caratterizzato da lettere paffute simili a bolle.

Il progetto Frontier si concluderà a gennaio 2013 con un convegno internazionale ospitato da MAMbo – Museo di Arte Moderna di Bologna, che approfondirà gli aspetti critici e storici dei movimenti del Writing e della Street Art.

——————————————————–

FRONTIER – La linea dello stile è un progetto sostenuto e coordinato dal Comune di Bologna – Settore Sistema culturale e giovani, in collaborazione con il Settore Servizi per l’abitare e i quartieri Navile, Porto, San Donato, San Vitale.

A cura di Claudio Musso e Fabiola Naldi, realizzato da Associazione culturale ALL WRITE, in collaborazione con Dado e con la direzione organizzativa di Eleonora Battiston

con il patrocinio e il sostegno di Regione Emilia-Romagna

in collaborazione con ACER – Azienda Casa Emilia-Romagna della Provincia di Bologna, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Urban Center Bologna

Il progetto è realizzato anche grazie al sostegno e alla collaborazione di Mare Termale Bolognese, Gruppo Unipol, Gruppo Venpa 3, CoopCostruzioni, Hotel I Portici, Damiani Editore; si ringrazia Coop Adriatica per i lunch box offerti agli artisti.

Media partner: Artribune, www.flashvideo.it

Informazioni
www.frontier.bo.it
email

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: