SENDA DONS – L’ESSENZA DEL TUTTO @ Torino

Mark Bernardin, in arte Senda Dons, nasce ad Agordo (BL) il 13 Novembre 1984. Segue sin da bambino l’arte nei suoi vari aspetti, spaziando tra pittura, scultura, poesia e musica.  Nell’infanzia si appassiona fortemente al disegno e alle installazioni, assemblando, dipingendo e decorando materiali cartacei, riutilizzando le scatole degli alimenti, con le quali realizza dei giocattoli, all’ interno di  scenari su cui improvvisare il gioco.
Da qui partono anche i primi rumori incisi su nastro, “degenerazioni musicali degneranti di un bambino” : così oggi, prende nome questo suo provarci.
I tempi cambiano, Senda cresce ed inizia con il nonno a dare vita alle prime forme artistiche su legno, quali piccoli flauti incisi. Segue poi una sua linea costruttiva, arrangiando tra installazioni e quadri uno scenario completamente estraneo alla società, privilegiando materiali da riuso per la costruzione di oggetti. Nell’ adolescenza inizia per lui il primo interesse per l’ arte murale, con la quale inizia il vero e proprio rapporto con il colore, e le sue composizioni; A tutto questo con il tempo viene allacciata la poesia, che prende poi campo all’ interno della musica, scrutando e analizzando i vari stili che la compongono.
Tutto si catapulta, la modernità e il progresso, impongono e dettano legge e da qui parte il meccanismo che porta il nostro avventurato a conoscere il mondo attuale e le varie forme d’arte che lo definiscono. Spaziando per anni all’ interno del buio e dell’ incomprensione, Senda si rende presto conto della fragilità imposta dal mondo e della poca realtà naturale contenuta in esso. Da qui il riassemblamento e l’ introspezione, lo portano a ritornare indietro, riappropriandosi di ciò che aveva lasciato da parte e ricominciando a costruire sul sano.
Nel 2007 si trasferisce a Torino, città d’arte, alla ricerca di nuovi spunti per completare il proprio essere, analizzando e facendo proprie le dinamiche di una città giovane e in costante fermento artistico e culturale.
Negli anni a seguire inizia ad interessarsi alla “Land Art”, costruendo ed assemblando in natura ciò che più lo rispecchia. Inizia così a creare degli esseri di pietra, possiamo ricordare “Cobi P” o “Stagnare Improvvido” tra le opere più di spicco,oppure il simpatico “Salterino Annoiato”. Coscenti di vita e di morte, di emozione e movimento, così li definisce Senda, coscenti dell’universo.  

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: