Ai Weiwei 艾未未 è un artista cinese!

Ai Weiwei 艾未未 è un artista cinese.

Diplomato all’Accademia del Cinema, si è poi dedicato alla pittura. Sua è l’idea dello Stadio Nazionale di Pechino, impianto-simbolo delle Olimpiadi 2008.

Per la sua opposizione al regime, Ai Weiwei è stato recluso per 81 giorni, dal 2 aprile al 22 giugno 2011.

La notizia dell’arresto è stata ripresa da tutti gli organi d’informazione mondiali[1]. L’artista è stato recluso in una località segreta, senza che fossero mai state diramate notizie sulle sue condizioni.

Durante la detenzione, i principali musei del mondo (tra i quali la Galleria Tate Modern di Londra, che ne ha ospitato l’esposizione “Sunflower Seeds”) hanno lanciato in suo favore una petizione online, che ha raccolto l’adesione di migliaia di persone. Scopi della petizione erano: a) esprimere la preoccupazione nel vedere minacciati i diritti e la libertà di espressione in Cina; b) auspicare l’immediata liberazione dell’artista. In Italia, l’Associazione Pulitzer ha lanciato un appello per raccogliere 5 000 firme per Ai Weiwei [2]; contestualmente ha chiesto pubblicamente al Presidente della Repubblica Italiana di intervenire sul governo di Pechino per la sua liberazione.

Solo il 15 maggio 2011 l’artista è stato autorizzato a vedere la moglie Lu Qiong. La consorte è stata condotta nella località segreta di detenzione del marito [3]. Il colloquio, come ha reso noto l’avvocato dell’artista, è servito anche a rassicurare l’opinione pubblica mondiale sulle condizioni dell’artista, che, in base a quanto riportato dalla moglie, non ha subito percosse o torture fisiche ed è stato trovato in buono stato di salute[4][3]. In particolare, gli sono state garantite cure ricorrenti per le patologie croniche (diabete e ipertensione) di cui l’artista soffre[4]. Le condizioni a cui è stata sottoposta la visita, avvenuta sotto sorveglianza delle autorità, non hanno permesso di sapere se Ai Weiwei avesse ricevuto minacce né altri dettagli sulle condizioni della detenzione[4].

Il 22 giugno, a distanza di 81 giorni dall’arresto, l’artista è stato rilasciato su cauzione [5]. La liberazione è avvenuta a ridosso del viaggio del premier Wen Jiabao in Europa. Fino al 22 giugno 2012 Ai Weiwei è in regime di libertà a raggio ridotto e sotto tutela.

Dovrà anche difendersi dall’accusa di evasione fiscale, mossagli formalmente dalle autorità.

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