ALEXANDRE FARTO aka VHILS

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I was born in Portugal, in the area of the south-bank, across the river from Lisbon. This was in 1987, when Portugal had just joined the European Union, in the aftermath of the 1974 Revolution which the majority of the country was then trying to forget. It was a suburban area with a very unique history as the main industrial hub for the capital, where all the political movements from the left and extreme-left had a very powerful presence. Because I believe this had a very strong influence on my work, it’s important to briefly contextualise it: the 25 April 1974 Revolution brought an end to the fascist dictatorship which had run the country for nearly 50 years. After the revolution, the streets were taken over by murals, paintings and stencils, both political and non-political. It was quite a unique popular painting movement, more like South America than Europe. As the country veered more and more to the left, there was fear that it would become a European Cuba, so with the support of Western Europe and the US it was put back on a moderate path towards a centre-right democracy. There was an immediate and striking contrast between those utopian revolutionary murals and all the ads for consumer-goods that started going up everywhere. In those days no one really valued those paintings, so I grew up amid the decadent presence of these murals that still claimed a better world. In the late 1990s I started writing graffiti which had first arrived in the late 1980s. It was then growing very fast and today it’s massive, especially street and train bombing. Lisbon is still quite easy to paint in, compared to other European cities, even if the city council started a massive clean-up campaign last year and is now enforcing anti-graffiti measures, especially around the centre and the old night-life district of Bairro Alto, which was a bit like Barcelona before the crack-down. Even so, you can still paint in the centre in some places. There is a vibrant scene there even if it’s not organized at all – there are hardly any galleries, collectors or brands cashing in on it yet, which on the one hand is rather good, as it’s still very much an art for art sake type of thing.

More info on alexandrefarto.com

Sono nato in Portogallo, nella zona del sud-banca, attraverso il fiume da Lisbona. Questo è stato nel 1987, quando il Portogallo aveva appena aderito all’Unione europea, all’indomani della rivoluzione del 1974 che la maggioranza del paese ha poi cercato di dimenticare. E ‘stata una zona di periferia dove tutti i movimenti politici di sinistra e di estrema sinistra aveva una presenza molto potente. Questo ha avuto un’influenza molto forte sul mio lavoro, è importante contestualizzare brevemente: il 25 aprile 1974 Revolution pose fine alla dittatura fascista che aveva gestito il paese per quasi 50 anni. Dopo la rivoluzione, le strade sono state riprese da affreschi, dipinti e stencil, sia a livello politico e non politico. E ‘stato un movimento unico di pittura popolare, più come il Sud America che come l’ Europa. Come paese virò sempre più a sinistra, vi era la paura che sarebbe diventata una Cuba europea, così con il sostegno di Europa occidentale e degli Stati Uniti è stata nuovamente un andamento moderato verso una democrazia di centro-destra. C’è stato un contrasto immediato e sorprendente tra quei murales utopici e rivoluzionari contro quegli annunci per i beni di consumo che hanno iniziato ad apparire ovunque. In quei giorni nessuno realmente apprezzava quei dipinti, quindi sono cresciuto in mezzo alla decadente presenza di questi murales che ancora rivendicato un mondo migliore. Alla fine del 1990 ho iniziato a fare graffiti che erano arrivati da noi alla fine del 1980. Fu allora che il movimento è cresciuto molto velocemente e oggi è enorme, soprattutto i bombardamenti sui treni. A Lisbona è ancora abbastanza pittare, rispetto a altre città europee, anche se il consiglio comunale ha iniziato uno massiccia campagna di pulizia l’anno scorso e a far rispettare le misure anti-graffiti, specialmente intorno al centro e il vecchio quartiere della vita notturna di Bairro Alto, che è stato un po ‘come Barcellona, prima del crack-down. Anche così, è ancora possibile dipingere nel centro in alcuni luoghi. C’è una scena vibrante lì anche se non è organizzata e per tutti – non ci sono quasi, collezionisti gallerie o marchi che investono su di esso, che da un lato è piuttosto buono, dato che è ancora un’arte solo per se stessi.

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