Richmond Festival – USA

 

VUOTI A RENDERE @ Meltin Pop, Arona

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Un piccolo reportage sulla mostra di spray customizzati tenutasi ad Arona da Meltin Pop:

Rigo Lab con la preziosa collaborazione di sana.style presentano :
VUOTI A RENDERE
(expo di bombolette spray customizzate)

Lo spray uno dei mezzi più utilizzati da streetartist e writers per le loro creazioni viene riciclato e si trasforma per mezzo delle sapienti mani di alcuni dei più degni esponenti di questa disciplina nel supporto per opere pittoriche, esaltandone la sua appartenenza.

artisti i mostra :

SirTwo
Mosone
Bacon
2501
Galo
Mach505
Corn
mr Fijodor
Guasto
Meth meek
Refreshink
Onuk
Noles
Eleuro
Seacreative
Yoga
Colto
Eye
Cor1
Ufo5
Leso
Kraser
Ivan
Marion P.

dal 4 al 26 Febbraio

dal mercoledi’ alla domenica dalle 18,00 alle 22,00.
durante tutta la mostra le opere saranno in vendita.
INGRESSO CON TESSERA ARCI
info e contatti:
Facebook fanpage: Meltin Pop Gallery
Giovanni : magnoligiovanni@gmail.com

CIRCOLO ARCI MELTIN POP // VIA ROMA 78/80 ARONA (NO) TEL. 0322.245096
www.meltinpop.it

2501 solo show: BACK AND FOURTH @ SÃO PAULO, Brazil

BACK AND FOURTH

PERIODO COLONIAL

“A 25 de Janeiro do Ano do Senhor de 1554 celebramos, em paupérrima e estreitíssima casinha, a primeira missa, no dia da conversão do Apóstolo São Paulo, e por isso, a ele dedicamos nossa casa”.

(Padre José de Anchieta) Trecho da carta aos seus superiores da Companhia de Jesus – (WIKIPÉDIA)

REPUBLICA VELHA

“Só úa coisa aquí in S. Pólo que eu já ponhei in reparo: que só se vê estrangero! Brasilêro é muito raro!”.

(Dino Cipriano) Os imigrantes e a miscigenação – (WIKIPÉDIA)

SÃO PAULO (Cidade)

“No Inicio so Século XX, o italiano e seus dialetos eram tão falados quanto o português na cidade, que influenciou na formação do dialeto paulistano da atualidade.
São Paulo é a segunda maior cidade consumidora de pizza do mundo. São seis mil pizzarias produzindo cerca de um milhão de pizzas por dia.”

(São Paulo – Cidade) Imigrantes e migrantes – (WIKIPÉDIA)

25 de JANEIRO 2012

Tutto inizia, lontano.
Una casa nata 458 anni prima, nello stesso giorno.
Avanti e indietro nell’infinito

(2501) – Venticinque Zerouno

 

2501+ACAB doppelganger @ XL combines Milano


http://www.flickr.com/photos/never2501/

http://mattatoio23.blogspot.com/

http://www.combines.it

Reportage from: TROUW UP SHIT, 2501, Zamoc, Mosone, Seracreative live performance @ Dispenser Milano

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TROUW UP SHIT, 2501, Zamoc, Mosone, Seracreative live performance @ Dispenser Milano

“THROW UP SHIT”

inaugurazione venerdì 29 aprile h.19.00-24.00

29 aprile – 11 maggio 2011

Dispenser presenta una mostra attiva e coinvolgente, una serata di puro action painting con 4 artisti in rappresentanza del vasto panorama di street artists e writers italiani: 2501, Zamoc, Mosone, Seacreative, ognuno con un proprio segno distintivo e la voglia di mostrare un’arte energica ed immediata, spesso sottovalutata, che negli ultimi anni sta ottenendo il meritato riscatto. Nel mondo del graffiti writing un throw-up (letteralmente “vomitare”) è un pezzo realizzato con pochi colori e in poco tempo. In genere assume una forma rotonda così da potere essere eseguito in fretta occupando maggior spazio possibile, ma l’impostazione personale di ogni artista non consente ovviamente di ottenere un risultato omogeneo e standard. Throw up significa anche abbandonare. Abbandonare in questo caso il convenzionale vernissage-mostra delle gallerie d’arte, statico se non in rari casi; abbandonare l’etichetta di asetticità e pulizia per tornare a sporcarsi le mani; abbandonare i giri di parole vuoti e pomposi dell’artista autoreferenziale ed egocentrico fino ad arrivare a definire le proprie produzioni “my shit” ma anche lanciare, lanciare sul muro una passione, un impulso, una creatività senza filtri che mantiene intatta tutta la sua forza.

Il tutto accompagnato da una LIVE MUSIC BACKGROUND incentrata su elementi sonori DUBSTEP/AMBIENT & ELECTRO/TURBOFUNK di Mouch e Blorgio//Altered Beats.

Jacopo Ceccarelli a.k.a. 2501 inizia a dipingere a 14 anni da autodidatta e porta avanti la sua passione sui muri della sua città. Si forma montatore alla civica scuola di cinema di Milano. Finita la scuola frequenta un master di comunicazione visuale alla nuova Bauhaus di Weimar in Germania. Grazie a “Studio Bici” partecipa come aiuto montatore alla realizzazione di “Racconti di guerra ” di Mario Amurra, film vincitore del Davide di Donatello nel 2005 e selezionato al Festival di Berlino. Nel 2001 si trasferisce per un anno a S. Paolo del Brasile, dove lavora come impaginatore e collabora con alcune ONG per insegnare a dipingere ai bambini delle “favelas”. Qui viene a contatto con la scuola di graffitismo sud americana (Os Gemeos, Herbert Baglione, Higraff Zezao e molti altri) e il suo approccio alla pittura cambia completamente. Prima con lo pseudonimo di robot inc e poi come 2501 inizia un percorso nuovo che integra graffiti, pittura su tela, scultura e video. 2501 non è un’entità fisica, è lo spirito nel guscio, interpreta l’ambiente circostante, si trasforma nel tempo senza limiti stilistici o di media. 2501 si nutre dell’ambiente circostante proponendo nuove e sommerse chiavi di lettura, sà che per vedere l’alba non c è altra strada che la notte, non può seguire nessun percorso pretracciato, non crede nell’ambiente artistico tradizionale e nella sua organizzazione in caste. 2501 è espressione di interscambio tra artisti, sceglie l’ambiente urbano come luogo privilegiato di interscambio artistico, sceglie l’ambiente urbano come luogo per esporsi, sà che il più grande lusso è disporre del proprio tempo senza limitazioni, pensa che chi è padrone del proprio tempo , e quindi privilegiato, si debba battere per chi non lo è, pensa che l’arte debba dare una visione critica sulla società in modo non didascalico ma ludico. 2501 pensa che poter fare arte nella vita è un lusso. (www.2501.org.uk)

Luca Zamoc prende spunto, fin dall’adolescenza, da elementi eterogenei quali La Bibbia, i fumetti anni ’80 e la Street Art. Laureato alla Nuova Accademia Belle Arti di Milano in Graphic Design & Art Direction, inizia a collaborare con agenzie di comunicazione in Europa e Stati Uniti. Dipinge, disegna, illustra e anima qualsiasi superficie dal 1986. Attualmente vive e lavora Berlino. La sua forma espressiva nasce da una natura distratta e poco attenta al concreto: la sua soglia di attenzione è sempre stata labilissima, forse per questo ha cominciato a disegnare. Ma nei suoi lavori si nota l’interesse particolare per l’anatomia, umana e animale, mixata ad elementi di rimando letterario, ancestrale e filosofico, un forma di autismo nella ricerca della sostanza, le cose devono avere un significato o non esistono, che trova il suo sfogo nella simbologia. Un esempio, nero su bianco, di come la noia per ciò che ci circonda, un’astrazione mentale dal reale, possa diventare pura arte.(www.lucazamoc.com www.flickr.com/lucazamoc)

Mosone è un writer che opera nel campo del lettering figurato.

Da più di dieci anni realizza i suoi graffiti su diverse superfici, attraverso nuovi linguaggi figurativi, generalmente ironici e ludici ma allo stesso tempo drammatici. Mettere in cattività personaggi e lettering è stata per lui una scelta fondamentale: “anche le lettere hanno la loro vita, sono per me dei soggetti maschili e femminili, umani e animali”. Si esprime con difficoltà nell’ambiente “classico” dei graffiti, lo trova statico, sposta l’attenzione visiva in altri settori quali la grafica, l’illustrazione indipendente, l’arte moderna; apprezza molto chi introduce delle novità al fenomeno. In questo momento osserva da vicino gli asiatici, il bianco, il nero e gli uccelli che muoiono in massa.

Le sue ultime opere grafiche/pittoriche ritraggono soggetti paralizzati da una realtà spietata: l’uomo è il protagonista indiscusso, sempre al centro dell’attenzione. I personaggi diventano degli osservatori impauriti di fronte ad una natura deprimente e modificata, un paesaggio inquieto frutto di un’ironica e sarcastica relazione tra realtà quotidiane e fantasie horror. Utilizza il collage con carte fluorescenti abbinate a ritagli di colori campionati dall’asfalto e dal cemento. Lo sguardo dello spettatore di fronte alle opere di Mosone viene sottoposto spesso ad un’immagine in scala di grigi con la predominante del nero, l’utilizzo del colore è una componente fondamentale: il nero viene utilizzato come simbolo drammatico, e il fluorescente diventa l’evidenziatore delle sezioni espressive. (www.flickr.com/mosone97)

Fabrizio Sarti in arte Sea dal 1995 esprime la sua creatività dipingendo graffiti su muri della zona. Negli anni sviluppa la sua passione arricchendola con studi di graphic design e nel 2000 decide di riversare tutte le esperienze maturate in strada su supporti più tradizionali, quali tele, tavole in legno e abbigliamento, dando così inizio inconsapevolmente al progetto seacreative. All’interno di questa nuova dimensione artistica assume sempre maggiore importanza lo studio dei suoi personaggi, che diventano i protagonisti indiscussi dei suoi lavori. Oggi vive e lavora a Milano, dove continua la sua produzione artistica con mostre e collaborazioni nei più svariati ambiti creativi. Il suo stile è sintetico, a volte lineare a volte caotico, come l’anima di un artista. Ritrae quasi sempre volti o mezzi busti che affiorano nella sua mente, frutto di input metropolitani, ma visti e rivisitati in chiave fumettistica. Personaggi vagamente goffi e decadenti, immortalati sulla tela nel momento del loro incontro con la mente di Seacreative, figure che emergono da grandi fondi piatti con vistose colature di colore, che non annientano mai completamente il bianco della tela. Uomini bloccati, sul punto di dire qualcosa, con l’atteggiamento un po’ spavaldo e sbruffone di chi incontrandoti ti dice: “what’s up dude?”. In alcuni casi le opere sono completate da parole o brevi frasi svincolate dalla loro funzione, dal nesso significante/significato, per diventare puri segni tipografici. (www.seacreative.net)

“…tutto lo spazio che non riempiamo con l’ARTE è inevitabilmente regalato al NULLA.”(Dario Villa)

LIVE MUSIC BACKGROUND BY:

Mouch Architetto, writer e sound producer proveniente da Ravenna. Originariamente cresciuto nella scena drum’n bass neurofunk, da anni è concentrato sulla produzione dubstep con influenze garage, 2step, ambient, techno e deep house. Ha all’attivo diverse release sotto etichette italiane, inglesi ed americane, tra le quali Subculture, Gamma Uk, Paradise Lost, Gradient Audio, Abducted e Kursed Rec, sia in formato digitale che su vinile 12″.

Blorgio Dopo svariati studi musicali svolti tra Ravenna e Bologna entra nel 2009 a far parte degli Altered Beats, realizzando nel giro di pochi mesi diversi EP per alcune delle etichette electro più in vista nel panorama mondiale. Ha collaborato come sound designer con studi di 3D graphic, software house e case di produzione di documentari e cortometraggi.

DISPENSER MILANO GALLERY

Viale Faenza 12/5 20143 Milano

T. 02 45470032 // Mob.393 9312922

www.dispensermilano.blogspot.com

www.flickr.com/dispensermilano


Galo, 2501, Ottograph “666dollar show”@Black Book Gallery, Denver Colorado USA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

March 4th, 2011 @ 7pm
Artists will be in attendance
Open to the public

The March exhibition at Black Book Gallery is going to be a powerhouse display of three well-established, international street artists: OTTOGRAPH, GALO and 2501, all accomplished in their craft and all bringing their big style and influence to Denver.

Big style is not just a metaphor. Ottograph, Galo and 2501 all work large. 2501, for example, reads spacious surfaces like animate objects and then gives them the dignity of character they deserve with paint. Born in Milan as Jacopo Ceccarelli, the name 2501 marks a deliberate style shift and focus on blending wall painting, paint on canvas, sculpture and video. Circulating between Milan, Sao Paulo and Berlin, 2501’s work is best recognized in massive, highly detailed mural paintings. They are pretty amazing and give new meaning to the term, ‘urban renewal.’

Ottograph, also a large-scale muralist, has been slinging paint since the age of ten. Starting out in Amsterdam, where he is from, and then moving on to become an internationally sought after artist, Ottograph has established himself squarely in the middle of the global street and graffiti art movement. Simultaneously though, Ottograph has bridged the fine art gap with his work, an advantage that comes with age and time dedicated to painting. The Modern Art Museum of Antwerpen (Belgium) is home to a giant Ottograph mural. Ottograph’s contribution to street art extends beyond his own work, as he is also a community leader, having organized several cooperative painting commissions and operating the website “I Paint Everyday” www.ipainteveryday.com to encourage the tedious, yet necessary practice of serious painting.

Hailing from the same underground culture in Amsterdam, street artist Galo, will be the third of the group showing at Black Book Gallery in March. Originally from Italy, Galo moved to Amsterdam in 1998 to start his career and fell into opportunity after opportunity to paint. This is where Galo developed the bulk of his artistic abilities and a network that would take him on a world-class tour of painting, spanning ten years and four continents. Galo now resides in Italy and has recently opened the first official street gallery in Turin, The Galo Art Gallery (Ottograph was commissioned to deck the interior out). Galo’s signature characters are recognizable by their bulbous eyes, long jaws and open-teeth smiles, most of the time intertwined into a tessallation-like graphic, spanning whatever surface it is that catches Galo’s attention. In part, he is known for his willingness to tag anything in sight.

http://www.theblackbookgallery.com/

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